PEDALA COI LUPI cronaca di una corsa


PEDALA COI LUPI 2013 cronaca di una corsa

Il serpentone di bikers si muove, prima piano, dietro i lupi e i loro conduttori, fino al cancello della Villa Greppi, poi sempre più veloce.
Il vento sul viso, l’emozione di esserci, di pedalare in testa a un gruppo così numeroso, con tante e tante luci dietro di te, tante bici, tanti cuori, tanto di tutto.
Il cielo è minaccioso, in lontananza tuoni, fulmini, un borbottio ininterrotto, ma per il momento non piove, almeno non ancora!
La prima discesa, ci infiliamo nei prati, l’aria è calda e umida, profuma d’estate.
Mi volto per la prima volta e subito sono colpito dalla magia della Pedala coi Lupi: una fila continua di luci bianche che si snoda come un serpentone infinito nel buio della notte; è un treno magico di emozioni.
I primi effetti luminosi, i suoni, e le prime gocce d’acqua, pesanti, sui bikers.
Attraversiamo il primo guado, con il ponte appena rimesso in posizione, e la pioggia si sta infittendo, chissà come verranno le foto?
Siamo agli archi di luce, uno dei punti classici della manifestazione.
Fatichiamo a convincere i soliti che vogliono scappare avanti, che vogliono vincere, ma che non hanno ancora capito che alla Pedala coi Lupi non vince nessuno, anzi, vincono tutti.
Ecco il tratto del bosco degli ontani, gli effetti luminosi e sonori sono veramente speciali.
Bravi a tutti.
Ora piove forte, un pensiero mi accompagna: penso ai tanti che hanno speso tempo, energie, entusiasmo, idee, e sudore per preparare tutto questo: mi spiace, ma anche questa è la vita, non è mai generosa con chi dona.
Mi defilo dalle prime posizioni e lascio sfilare il gruppo, perché so che la vera Pedala coi Lupi, vive nel cuore del plotone, con le famiglie, i bambini, i gruppi di amici, che chiacchierano e scherzano mentre pedalano.
Prima del tratto di Zizzanorre, con i sassi smossi e l’acqua, mi fermo e guardo la gente che passa; è buio, non si apprezzano i volti e i colori, ma si vedono le luci e si sentono le voci di tutti.
Riprendo dopo parecchi minuti, quanti saranno passati? Tanti!
Dopo il tratto nel bosco del Dosso, con le bande luminescenti colorate che sembrano un tunnel luminoso arriviamo nel borgo di Torricella, dove ci aspettano, seduti comodamente su poltroncine bianche, i tifosi, capitanati dal mitico Calvini (Calvin Klein per gli amici) che ha una battuta pronta per tutti.
Ha smesso di piovere, ma si sta alzando il vento.
Ci sono alcuni con problemi di luci, uno mi vede, riconosce il giubbetto dell’organizzazione, e mi chiede una torcia, visto che la sua si è rotta: prendi, quanto ti devo? Ma figurati!
Strada asfaltata, passiamo vicini a casa mia, un saluto col pensiero a mia moglie e via, la discesa verso gli arceri
L’effetto nel bosco del campo di tiro con l’arco è sempre magico, con le musiche e le apparizioni dei bianchi fantasmi dietro gli alberi.
Salita ripida nel prato bagnato, l’erba è viscida, meglio scendere e spingere.
Quanto manca? Meno di tre chilometri (o forse 4? meglio dire 3).
Il cimitero di Monticello, molti non vedono l’ingresso del Bike Park, qualcuno mi chiede consiglio per arrivare subito al parcheggio della Villa.
L’aria si è fatta fredda, siamo bagnati e sudati, meglio non fermarsi.
Discesa nel bike park, peccato che il fango renda il tratto un po’ insidioso, ma è divertente; davanti a me una bimba con la mamma: che grinta! (la bimba)
Passaggio all’interno della cascina Magritto, poi il tratto che ci ha fatto penare, me e Federico; ora, con tutta la pioggia il nostro lavoro sembra inutile.
Ultimo tratto nel pratone sotto la Villa, i ragazzi che fanno i fantasmi sono stanchi, hanno urlato e danzato per tutta la sera, e noi siamo quasi gli ultimi del gruppo.
Finalmente entro anch’io nel cancello di Villa Greppi, sono le 23.59 mica male!
All’arrivo c’è il grande Andrea che ha ancora voce per intervistarmi, mi chiede: come mai non sei bagnato? domanda ovviamente falsa, visto che mi sento fradicio come un pulcino)
Risposta scema (ma abbastanza scontata visto l’orario e le mie condizioni fisiche e mentali): noi del Torrevilla siamo così veloci che passiamo tra una goccia e l’altra, così non ci bagnamo.
Vado a mettermi qualcosa di asciutto, fa freddo, poi vado a mangiare, sono tra gli ultimi, e questo ha il suo lato positivo: non c’è coda!
Prima, però, mi sono concesso una birra: me la sono meritata o no?
Al simpatico orario di circa mezzanotte e mezza mi gusto una bella pasta col pesto, una salamella, un wurstel, fetta di torta, anguria e non ricordo cos’altro.
Dopo cena cosa c’è di meglio di un’altra birra? Questa volta doppio malto scura? In compagnia con tutti gli altri del gruppo baristi e guide.
(Nota per chi legge: i bikers del Torrevilla non sono tutti semialcolizzati come me! Per fortuna).
Ritrovo l’auto, carico la bici insieme con una infinità di vestiti sporchi, bagnati, infangati o peggio.
Domani mattina, anzi stamattina, visto che è la una e mezza, farò una lavatrice speciale.
Per ora mi voglio godere una doccia calda.
Anche oggi, anche quest’anno, abbiamo vissuto una grande PEDALA COI LUPI!
Grazie a tutti, agli organizzatori, ai partecipanti, ai simpatizzanti, ai tifosi ma, soprattutto, ai LUPI!
Alla prossima.
Donato


3 commenti

  • Piero
    19 Luglio 2013 a 08:00

    Ciao, ho montato il video dellescursione del” sentiero dei fiori” con le immagini girate da Robocop. Buona visione.
    http://video.mtb-forum.it/videos/view/3803

  • Angelo
    22 Luglio 2013 a 15:46

    DONATO 6 1 MITO !!!! N.B. 61 è LA MIA CLASSE !!!!

    • donato
      22 Luglio 2013 a 17:37

      mi spiace per te, Angelo, ma io sono del 56 e quel tizio cantava: … tutti poeti noi del 56 …
      s.b.d.


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