Internazionali d’Italia e Storie di paura…


Dopo avere scaldato i motori, nella prima prova del Campionato Italiano di Società, i quattro giovanissimi portacolori del team KTM PROTEK DAMA debuttano nella prima competizione internazionale della loro vita: la prima prova del prestigioso circuito “Internazionali d’Italia”.

Sabato pomeriggio si prova il percorso ed è una rivelazione. Durante le ultime settimane abbiamo tutti cercato dei video che potessero anticiparci qualcosa, ma le immagini non erano all’altezza della situazione. Ci troviamo davanti ad un percorso vero, allestito per atleti Elite che abitualmente corrono in Coppa del Mondo e noi lo facciamo tutto ad eccezione di una breve variante che aumenterebbe troppo il dislivello totale allungano, oltre il consentito, i tempi di percorrenza. Girano grossi calibri della MTB internazionale e, alcuni, vestono la nostra divisa!

Giriamo e scopriamo che le difficoltà vere non sono sula collina antistante il traguardo sotto gli occhi di tutti e immagine del “Gaerne Trophy”, ma dietro, dove non si vedono né si possono immaginare.

L’idea di pedalare su un tracciato così bello rende le difficoltà superabili e, sabato pomeriggio, mettiamo subito in cascina due giri (tra l’altro la distanza gara) molto importanti.

A sera siamo a cena con il resto del team, anche per festeggiare Fausto Maschi, responsabile KTM Italia. Le immagini della consegna delle bici, un mesa fa, che pubblicheremo a breve, danno l’idea dell’importanza quasi esistenziale di questo marchio e del suo rappresentante per i nostri esordienti. J

Siamo con una delle squadre più importanti, ma la serata e quasi in famiglia.

Quando quelli “grandi” iniziano a congedarsi per tornare in camera partiamo anche noi per il nostro albergo. 20 km di racconti per mettere paura non sempre proprio efficaci e, arrivati, una mezz’ora di compiti tutti insieme sdraiati nel mega letto che abbiamo assemblato.

Dormiamo e anticipiamo la sveglia delle sei e mezza di pochi minuti. Carichiamo la macchina, le bici e ci concediamo al rito della colazione.

Da questo momento in poi è gara.

Poche parole infatti sulla macchina mentre ci dirigiamo a Maser dove ci aspettano, oltre alla squadra, i genitori, partiti ad un’ora impossibile.

Partiamo per la ricognizione mattutina ma la catena di filippo si rompe a metà percorso, andando a raggiungere quella di Francesco che si è rotta ieri.

Sparo in discesa “wireless”, spinto, alla bisogna, dall’allenatore raggiungiamo l’area del team e il provvidenziale Nunzio ripara la rottura. Riscaldamento e poi è l tempo di aspettare la nostra chiamata.

Giriamo come degli squali in un acquario dentro il campo sportivo, gli unici sempre uno di fianco all’altro, poi arriva il momento.

C’è tensione ma i punti top class fatti a Laigueglia, ci mettono tutti in prima e seconda fila: siamo più di settanta.

Poco prima delle 10.30 il via e la corsa esplode. I quattro <esordienti KTM si presentano compatti all’ingresso del primo sterrato nel giro di lancio e, sul punto più alto del percorso dimostrano che Laigueglia non è stato un caso: Mattia e Samuele pedalano insieme occupando la nona e la decima posizione mentre Filippo e Francesco seguono a brevissima distanza, anche loro in tandem, a cavallo della quindicesima posizione.

Nel secondo giro, il percorso affollato da oltre duecento concorrenti rende le cose complicate. Il duo Mattia Samuele si è spezzato e il secondo ha ceduto tre posizioni nei doppiaggi. Filippo, poco dopo l’area tecnica in prossimità del traguardo, rompe nuovamente la catena e Francesco perde un po’ di tempo per capire se può aiutare il compagno. In questo modo scollina attorno alla venticinquesima posizione. I quasi tre chilometri che portano all’arrivo sono favorevoli alle sue doti di passista “lungagnone”e si lancia all’inseguimento degli avversari più vicini. Ne ha già raggiunti a superati quando, a poche centinaia di metri dall’ultimo decisivo chilometro, cade, tradito dal fondo incoerente di una curva posta al termine di una discesa tecnica e veloce. Il colpo non è da poco e anche la sua gara si ferma lì. Al traguardo, Mattia e Samuele saranno rispettivamente 8° e 11°.

Dal punto di vista tecnico è stato un we molto positivo, perché abbiamo potuto vedere che anche su un tracciato disegnato per una gara internazionale, pedaliamo bene, mai intimoriti dalle difficoltà o dagli avversari, sempre nella primissima parte della corsa.

Rompere una catena o tornare in ambulanza all’arrivo fanno parte del gioco e, in ogni caso, a noi piace giocare.

Forti di questa esperienza, aspettiamo la seconda prova degli “Internazionali d’Italia” nello splendido scenario di Montichiari, ma sappiamo già che una domenica mattina, da qui a metà aprile, la useremo per debuttare su strada.

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1 commento

  • Dario
    6 Aprile 2015 a 16:26

    BRAVISSIMI !!


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