DEI COLORI E DELLE MUTAZIONI


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Prima che tutto questo avesse una forma, prima che noi fossimo noi così come siamo adesso, così come siamo diventati di lì a poco, abbiamo preso le bighe e siamo andati da Paderno d’Adda a Calolziocorte, per poi tornare in treno. Non un itinerario impegnativo, ma tanti chilometri in sella per gente che si era appena staccata il numero da G6. Tutto bello, il treno poi: una figata. L’elemento comune a tutti, nel racconto di quella uscita: il male al culo per il tempo passato in bici, infatti.

Era una delle primissime uscite e io mi ero un po’ impressionato nel vederli tutti e tre (per qualche settimana siamo stati ufficialmente in tre), in scia, silenziosi e concentrati. Una settimana prima erano G6 casinisti, quella dopo dei professionisti in allenamento per il quadriennio olimpico. Mi faceva ridere e così mi era venuto in mente di chiamarli “I tre dell’Astana”.

I nostri desideri si sono realizzati e, alla fine, siamo diventati quattro, quattro che facevano esattamente la stessa cosa, così ecco “i quattro dell’Astana”.

Dalla fine di ottobre è passata un’era geologica almeno e sono cambiate moltissime cose. Sono cambiati loro, in sella e non. Sono diventati incredibilmente più grandi da una stagione con l’altra, da un mese con l’altro, qualcuno da una settimana con l’altra.

Tipo che passi alle tre per fare un giro su strada e si presenta un soggetto più alto di una spanna con la barba

  • Buongiorno, niente, aspettavo suo… suo nipote
  • Come nipote?
  • E, no immagino, nipote. Forse tuo cugino?
  • Andrea, cosa dici sono io?!!!!!
  • Orcazza, ma cosa hai fatto???

Una cosa così, insomma.

Sulla bici pedalano come non credevo avrebbero potuto fare in pochi mesi e ormai, l’impegno dei nostri sponsor è visibile a tutti perché abbiamo le nostre divise fiammanti e le KTM sotto il sedere. Uno spettacolo!!!

L’altro giorno facevamo il nostro giro, immaginandoci in corsa, e, sulle salite, ci prendiamo cinque/sei minuti per andare tra il settantacinque e l’ottanta per cento. Siamo in fuga e dobbiamo sentire lo sforzo che stiamo facendo, cercando di fare quella fatica lì. Sono le nostre “ripetute”.

Non usiamo il cardio perché abbiamo dodici anni e ci sembra più opportuno imparare prima a sentire il nostro corpo, che  leggere una cifra su un display. Poi, per il cardio si vedrà. Questo comporta che, essendo una cosa che facciamo anche per imparare, non sempre azzecchiamo la misura e il 75-80% diventa centodieci per il primo salendo di quindici ogni cambio. Se capita così, la seconda salita la facciamo precisa nel range che neanche col cardio…

Oggi, come dicevo, l’impegno dei nostri sponsor è visibile anche quando ci alleniamo e, a pochi giorni dalla prima gara, forse è il caso di prendere atto di una delle tante mutazioni che sono avvenute in questi mesi.

Non siamo più quella massa multicolore e non troppo definita della nostra prima “gita”, non siamo più nemmeno quelli de “Il primo giorno dell’anno” Cioè siamo ancora quello, fortunatamente, ma siamo anche andati oltre  “i quattro dell’Astana”, che era un bel nomignolo per quella cosa lì.

Oggi, a guardarli salire il Colle o a buttarsi in picchiata per gli ultimi tre chilometri a tutta, tutti vestiti uguali, tutti con la stessa bici, penso che abbiamo bisogno di un nome che dica anche questo.

Oggi, indiscutibilmente siamo “I KTM”. Certo i nostri compagni Elite sono “I KTM” anche loro, alcuni arrivano addirittura da un altro continente e li conosceremo tra pochissimo. Beh, se loro, che so o grandi e arrivano anche da un altro continente sono i KTM, noi che siamo anche noi i KTM saremo “I QUATTRO DEL KTM” o “GLI ARANCIONI”, per il colore del marchio e delle divise ma anche per la tonalità che assumiamo se canniamo l’ottanta per cento e saliamo il Colle come se puntassimo a vincere “Il Lombardia” per distacco.

Ci vediamo alla presentazione di sabato, o per strada, o alle gare o sul treno che, da non so dove, torna verso la Brianza.

Andrea


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