Val Brembana: la casa di Arlecchino

<p>TRA ZOGNO E PIAZZA BREMBANA SUL VECCHIO TRACCIATO DEL TRENINO È NATA LA PISTA CICLABILE CHE PERMETTE DI OSSERVARE LA VALLE DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA E INSOLITA. AL FIUME CHE FIANCHEGGIA LA CICLABILE FANNO COMPAGNIA GLI EDIFICI REALIZZATI ALL’INIZIO DEL SECOLO, QUANDO SAN PELLEGRINO ERA LA CAPITALE DEL LIBERTY.<br /> <br /> Quando si percorre la ciclabile della Valbrenbana la mente torna inevitabilmente a ripensare al trenino che risaliva lo stesso percorso da Bergamo a Piazza Brembana. <br /> Non si tratta di certo di un’icona ottocentesca, con la locomotiva che arrancava sbuffando lungo il tracciato (a dire il vero le pendenze sono sempre molto modeste), perché la linea era stata elettrificata fin dall’inizio.<br /> <br /> Di quel pittoresco periodo, passato alla storia come Belle Èpoque, il trenino era però un’immagine in grado di sintetizzarne tutte le facce. <br /> Perché il suo incedere tra le gallerie e gli scoscesi versanti della valle evocava i fasti di San Pellegrino e delle sue terme, ma si portava dietro anche il volto di una società che per la prima volta, dopo secoli, usciva dall’isolamento della valle: solo nel 1955, tanto per rendere l’idea, i passeggeri su questo ramo della ferrovia furono un milione e 600 mila.<br /> <br /> Ripercorrerla in bicicletta significa dunque rievocarne tutta la storica valenza, oltre che scoprire uno scenario inconsueto, con lo snodarsi della pista fra vecchie stazioni – alcune abbandonate e malinconiche, altre ben recuperate – ponticelli, viadotti e soprattutto scenografiche gallerie che, tra latro, hanno il pregio di riparare dalla calura.<br /> <br /> Impossibile smarrirsi grazie ai numerosi cartelli indicatori (veramente ben fatti e precisi) e alla logicità di un percorso dove la costante è rappresentata dalla presenza del fiume con le verdeggianti acque che scorrono ora alla nostra destra ora alla nostra sinistra. <br /> <br /> Il tracciato risulta quindi particolarmente adatto alle famiglie con i bambini, anche se la deviazione per la casa di arlecchino, meta del nostro itinerario ( http://www.brembana.info/musei/m_arlecchino.html ), sita nello splendido e antico abitato di Oneta introduce una piacevole variante ciclistica e percorribile solo con mountain bike.<br /> <br /> La sua architettura in solida pietra a vista , addolcita da portici, balconate e finestre archiacute, si staglia a baluardo dell'antica "Via Mercatorum"lungo la quale, prima che nel 600' venisse aperto a fondovalle il piu' agevole tracciato della"Priula", transitavano e facevano tappa i mercanti, che da Bergamo e dalla pianura risalivano le valli diretti verso i Grigioni ed il nord Europa. Patrimonio della famiglia Grataroli, la casa e' attribuita ad Arlecchino da una tradizione secolare. La struttura e' interessata da un progetto integrale di recupero storico-museale che avvalora la tradizione brembana della Maschera.<br /> <br /> Il Borgo di Oneta e' formato da un gruppetto di belle case antiche, molte delle quali, ben restaurate, presentano ancora la secolare struttura ad archi ed accolgono il visitatore in un'atmosfera d'altri tempi, tra strette vie, seclciati pitrosi, oscuri porticati, ballatoi in legno a intagli rustici. Anche la chiesa merita di essere ammirata: si tratta di un esempio edificativo quattrocentesco che malgrado successive traformazioni ha mantenuto buona parte delle strutture originarie, quali la torre campanaria ed alcuni pregevoli affreschi.<br /> <br /> <br /> Orari e numeri utili per visitare la Casa di Arlecchino: 10-12 e 15-18 Telefono 0345.43262 su Prenotazione</p>
Il percorso
Lunghezza Km. 28
Dislivello in salita m. 189
Punto di partenza al parcheggio della piazza del mercato (cartello indicatore) di Zogno (Bergamo)
Accesso al punto di partenza
Stazione ferroviaria più vicina
Orario di ritrovo
Orario di partenza
Orario di rientro (prevista)
Traccia GPS
Note <p>L'tinerario si svolge per buona parte su una pista ciclabile asfaltata (pourtoppo).<br /> La parte fuori strada compensa, per gli scorci, i sentieri e quant'altro, la parte fatta in asfalto, che tra l'altro non è brutta.</p>