Quella che si è corsa ieri a Montichiari è stata la prima di due giornate in cui gli atleti del nostro Team sono impegnati, ieri (Sabato) hanno corso gli amatori, per noi Alessandro in M1 e Roger in M2 buono il risultato di entrambi portando a fine la gara con cuore e determinazione arrivando ambedue in dodicesima posizione; mentre nelle donne partita male la Gaddoni ha poi recuperato posizioni terminando i suoi 4 giri di percorso + giro di lancio pure lei in 12a posizione, meglio la Stefy Zanasca che ha concluso la sua gara in 2a posizione a circa 50" dalla vincitrice, per lei un gran risultato oltre una grande fatica. Oggi in gara la categoria Open per noi corrono Walter Costa e i 2 colombiani Botero e Rendon buona gara a loro e ci sentiamo più tardi. Ciao a tutti Danilo.
7 Marzo 2010 I GUADI DEL PEGORINO
Prima uscita dell’anno, “I guadi del Pegorino.”
Leggo la presentazione e mi incuriosisce la presenza di 13 (Pietro sottolinea TREDICI) guadi.
Vista la temperatura, (le previsioni meteo danno addirittura neve!), la presenza certa di fango e il mio allenamento ancora molto approssimativo, decido di coprirmi per bene, con un paio di scarponcini impermeabili, sicuramente poco eleganti, ma pratici e caldi.
Per fortuna la neve non c’è, anche se la temperatura è vicina allo 0 °C.
Al ritrovo di Besana Brianza, zona centro sportivo, c’è una cinquantina di persone, alcune facce nuove, molti volti noti e le colonne istituzionali.
Il presidente ci onora addirittura con un discorso di benvenuto (venti secondi d’orologio), quindi, finalmente si parte.
E’ bello ritrovarsi ancora insieme, sentire lo spirito del GRUPPO, e il piacere di fare un po’ di sport con gli amici.
Ci si racconta degli ultimi acquisti, la bici nuova, il cambio di ultima generazione, le forcelle super ammortizzate, le esperienze passate e le aspettative, e intanto si pedala insieme.
Il Pegorino è un fiumiciattolo, poco più di un torrente, che scorre in una valletta ad est del Lambro, nel quale confluisce vicino a Canonica.
Attraversa un territorio ancora in buona parte vergine, con prati, boschetti di robinie e di altre piante locali (purtroppo non sono un gran esperto di botanica, per cui per me gli alberi si somigliano un po’ tutti!).
La valle è stretta, in alcuni punti addirittura angusta e quasi selvaggia, in altri si apre e si addolcisce, ma vi regna una atmosfera di pace, quasi magica, e quasi ti aspetti di veder spuntare un folletto, da dietro una quercia; immagino che in primavera diventi una esplosione di colori, oggi purtroppo la stagione è ancora in ritardo, si intravedono solo alcuni bucaneve e pochi timidi fiorellini viola. Mi riprometto di tornarci tra qualche settimana, col verde e coi fiori.
Iniziano i guadi, alcuni sono facili, larghi solo un paio di metri, con il fondo di piccoli ciotoli e l’acqua poco profonda, altri invece mettono alla prova le bici e soprattutto l’equilibrio.
L’acqua è profonda, il fondo è sconnesso e gli argini sono ripidi, quindi si vedono i primi capitomboli, senza alcun inconveniente tranne qualche piede a mollo e schizzi artistici di fango, ricamati sulle maglie e sulle tute, grandi risate e pacche sulle spalle.
Un paio di forature sono prontamente riparate, mentre la rottura di un cambio significa la fine della gita di uno di noi, peccato! Mi torna alla mente il mio incidente simile dello scorso anno, sempre nella stessa zona, ma per fortuna più vicino alla meta, per cui me la sono cavata con una riparazione di fortuna alla catena e l’aiuto di un paio di amici che mi hanno fatto da traino fino a Monza.
Il gruppo è lungo per cui ogni tanto si fa una sosta per compattarlo, aspettando gli ultimi della fila.
Il tempo è clemente, all’interno del bosco, nella valletta sembra addirittura mite.
Costeggiamo la recinzione del parco di una grande villa, in cui abita un “potente” e arriviamo alla fine del breve tratto di vita del Pegorino, il punto in cui si immette nel Lambro, noto con piacere che qui il fiume è ancora pulito, grazie agli impianti di depurazione e ad una cresciuta coscienza ecologica, più a valle c’è la raffineria di Villasanta, e tutto quello che purtroppo sappiamo; noi pieghiamo a destra e risaliamo una delle vallette secondarie della valle del Lambro e ci riportiamo al punto di partenza.
Una ventina di chilometri, con una dose di fango tutto sommato accettabile, vista la stagione, e una bella giornata, in allegria e in ottima compagnia che finisce, come sempre, davanti ad un tavolino imbandito con pane e salame, buon vino (bibite per gli astemi) e ottime fette di torta.
Questa è la filosofia del Torrevilla MTB, e vi dirò……a me piace!
Alla prossima.
Donato
Elena Gaddoni impegnata agli Internazionali d’Italia Xc.
I colombiani e la Klomp di scena in Liguria.
Il marchio brianzolo, quindi, su due fronti in manifestazione di diverse specialità ma entrambe di grande interesse e di grande spessore.
Non è sicuramente iniziata bene la stagione 2010 per Elena Gaddoni che, nelle due trasferte in Toscana, è incappata in vari inconvenienti.
Per la cronaca la biker di Lugo di Romagna alla prima prova degli internazionali d’Italia Xc, a Massa Marittima, ha chiuso la sua gara ma in posizioni che non le competono.
Buone notizie, ma anche sofrtuna, arrivano per il sodalizio brianzolo nella 35 km della Gf Olmo disputata in Liguria. Freddo, pioggia ed anche neve (in alto) per i biker che hanno preso parte alla competizione di Celle Ligure.
In campo femminile trionfo di Sandra Klomp. La ligure parte alla grande, quindi,
in questa nuova stagione << Ci tenevo molto iniziare bene la stagione per dedicare il successo a tutti i nostri
sponsor che ci affiancano in questa nuova stagione>>
In campo maschile è successo un po’ di tutto.
I due colombiani Botero Salazar e, soprattutto, Rendon Rios dimostrano di essere in un ottima giornata. Il giovane
Rendon riesce anche ad andare in fuga. Purtroppo nell’ultima discesa, il colombiano incappa in un errore di percorso. Che beffa!. Rientra nel percorso giusto ed arriva al traguardo al decimo posto.
Una situazione che ha colto di sorpresa anche coloro che inseguivano il nostro biker. Tra questi anche Botero Salazar, giunto ottimamente che pensava di festeggiare il successo del suo amico Andreas.
Per chi non avesse mai fatto escursioni con lo Scapin Stihl Torrevilla MTB, ecco il significato che diamo alle stelline: